Torino, Tucano viaggi: conferenza sulla Dancalia

2013, 8 aprile Torino – Il Tucano tour operator

Lunedì 8 Aprile 2013, ore 21 – Tucano Concept Store

DANCALIA
conferenza a cura di Luca Lupi

http://www.dancalia.it/conferenze/2013-8-aprile-torino-il-tucano-tour-operator/

Le tantissime immagini raccolte nel corso di esplorazioni e spedizioni scientifiche della Vulcano Esplorazioni hanno permesso a Luca Lupi di costituire un grande archivio di immagini e filmati riguardante la Dancalia.
Durante la conferenza, Luca Lupi considerato uno dei massimi esperti al mondo dell’area ricostruirà la storia dell’esplorazione della Dancalia, porzione settentrionale del triangolo degli Afar, epopea delle spedizioni europee e in particolare italiane attraverso le storie di personaggi famosi e sconosciuti che hanno contribuito a migliorare la conoscenza su questa incredibile regione della Terra.
Non mancheranno approfondimenti sulla geologia e la cultura di questa straordinaria regione dell’Etiopia.

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Dicomano (Firenze), mostra e conferenze sulla regione Dancalia

Il giorno 15 dicembre 2012 si inaugura a Dicomano la mostra fotografica di Daniela Di Lecce sulla regione Dancalia (Etiopia) la mostra sarà esposta fino al 6 gennaio. Per l’inaugurazione saranno tenuta una conferenza in due parti :sull’esplorazione della regione Afar  con Luca Lupi, e sulla spedizione scientifica di gennaio 2012 con Valentina Gambicorti.

http://www.dancalia.it/conferenze/2012-15-dicembre-dicomano-firenze/

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GIBUTI, Istituto Francese di Cultura: Conferenza sull’esplorazione italiana della Dancalia

Nell’ambito delle manifestazioni organizzate dall’Institut Français Arthur Rimbaud de Djibouti, il 26 novembre 2012 alle ore 19.30, nella Salle de Spectacle de l’IFAR, si è svogerà una conferenza, in lingua italiana e francese, sull’esplorazione Italiana della Dancalia tenuta da Luca Lupi.

 

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Nuovo libro sulla Dancalia di Andrea Semplici

Camminando sul fondo di un mare scomparso

di Andrea Semplici

La storia d’amore fra un uomo e un lembo d’Africa. Un luogo unico al mondo: siamo nel punto più basso della Terra, a oltre 100 metri sotto il livello del mare. Camminiamo sul fondo di un oceano scomparso, fra deserti bianchi, rocce turchine, fontane di lava. “Qui la Creazione non è ancora terminata. Il fuoco è appena sotto i nostri piedi.” Le storie dei turisti, ancora pochi, e le vite dei carovanieri del sale s’intrecciano con quelle degli esploratori italiani, che all’inizio del ’900 scelsero questi paesaggi estremi per le loro avventure. Ma la Dancalia è degli afar: un popolo enigmatico e schivo, un’umanità impenetrabile che persino i doni e le lusinghe dei cinesi, nuovi proprietari delle miniere, faticano a scalfire. La Dancalia è un antidoto, contro ogni stereotipo sull’Africa. Volti e scenari da scoprire oggi, prima che il turismo e le multinazionali minerarie cambino la geografia di questi deserti, ai confini fra Etiopia ed Eritrea.

Prezzo € 14,00
Editore Terre di Mezzo
Anno pubblicazione 2012
Numero pagine 185
ISBN 9788861892255
Collana Sconfinamenti

http://libri.terre.it/libri/collana/21/libro/370/Dancalia—Camminando-sul-fondo-di-un-mare-scomparso

Ogni volta che mi chiedono della Dancalia, non spiego la geografia, tradisco le regole del giornalismo. Dico: ‘La Dancalia è un antidoto’. Per me, è stata un antidoto. Contro ogni stereotipo sull’Africa, contro ogni luogo comune sulla ‘diversità’. La Dancalia smantella, se hai occhi e cuore per vedere, ogni immagine che i bianchi hanno cullato sull’Africa. Su un mondo che, forse, non riusciremo a mai capire. Questo è un libro di viaggio. Che non è un libro di viaggio.

La Dancalia, deserto di lava e sale, ai confini fra Etiopia ed Eritrea, è stata, per anni, un’ossessione leggera. Non l’ho capito subito, ma lei è stata testarda: ha scavato dentro di me come un tarlo che aveva il tempo della pazienza. Alla fine, dopo viaggi falliti e viaggi riusciti, ho dovuto scriverne. Ma questo non è libro sulla Dancalia. Mi ostino a credere che In Patagonia non sia un libro sulla Patagonia e sono certo che Moby Dick non sia un manuale per la caccia alle balene. La Dancalia mi ha aiutato, mi ha dato uno sfondo straordinario, gran parte delle parole, ma questo libro parla della ‘diversità’. Della impossibilità di comprendere ‘la diversità’. Si può solo raccontare, descrivere, narrare. Niente di più. Solo i superbi credono di capire.

Ho voluto scrivere questo libro attorno alla Dancalia. Nessuna committenza. Volevo compiere un gesto di gratitudine per una terra che mi ha socchiuso le sue porte. Volevo dire degli afar. Sono in debito con loro. Soprattutto volevo raccontare della diversità, la diversità assoluta che ci separa da questa gente e dal luogo dove vive. Volevo che le diversità, la nostra e la loro, si guardassero. Si accettassero l’un con l’altra. Solo in questa accettazione le diversità possono convivere. Non so quanto tutto questo si possa vedere nella filigrana della mia scrittura. Ho avuto bisogna di trecento pagine. Poi il libro si è accorciato, una editor brava e spiazzante è riuscita a renderlo essenziale come il deserto. Adesso ho il dubbio di averlo scritto per compiere un saluto, l’ultimo saluto a una Dancalia che non esiste più. In questa terra, quando si va via non ci volta indietro. Mai. E io, contravvenendo alla regola, l’ho fatto. Non potevo andarmene senza un gesto di affetto verso la Dancalia. Ho fiducia nell’orgoglio afar. Conosco la loro testardaggine. Spero che rimangano padroni del loro destino adesso che, nelle loro terre, sono arrivati il turismo e le compagnie minerarie. Non ho nostalgie – questa è una bugia – però è vero che mi interessa – faccio il cronista, in fondo – il cambiamento della loro società e della loro geografia. Mi interessa ciò che accade dopo i titoli di coda di un libro.

Andrea Semplici

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Conferenza Dancalia al DST di Pisa

Giovedì 21 maggio 2012, ore 10,00 nell’aula C del Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Pisa, all’interno degli eventi organizzati per la Festa dello Studente, Agnese Fazio e Marta Lazzaroni hanno tenuto una conferenza sulla spedizione scientifica ed esplorativa del gennaio 2012 in Dancalia alla quale hanno preso parte.

  

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Uscito libro divulgativo sulle bellezze geologiche della Rift Valley etiopica

Piero Manetti e Giacomo Corti dell’Istituto di Georisorse e Geoscienze del CNR, hanno realizzato un bel volume sulla geologia della Rift Valley nella regione etiopica, volume destinato al pubblico di appassionati.

Scopo di questo libro è quello di presentare al grande pubblico la rift valley in Etiopia, riassumendone la storia geologica e illustrando gli eccezionali scenari naturali che da essa derivano.
Il testo è accompagnato da schede tecniche di dettaglio, dove il lettore potrà trovare informazioni aggiornate su aspetti specifici della sua geologia e da itinerari tematici. Il tutto è corredato da fotografie, figure e cartine, con spiegazioni e informazioni per raggiungere punti di attrattiva paesaggistica.

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Conferenza Dancalia in Val Maira

Sabato 26 maggio 2012, presso la la sala polivalente di Villar San Costanzo all’interno del convegno “Geoturismo, una risorsa della Terra” organizzato dal geologo Enrico Collo (www.naturaoccitana.it), Luca Lupi ha tenuto una conferenza  sulle “Meraviglie della Dancalia paesaggi attuali della terra che raccontano l’origine delle Alpi” ; seguito da Jessica Chicco che ha illustrato il “Viaggio di esplorazione in Dancalia del gennaio 2012“.

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Conferenza Dancalia presso Lions Club di Lucca

Giovedì 3 maggio 2012 presso la sede del Lions Club “Le Mura” di Lucca, si è svolta  tenuto una conferenza sull’esplorazione scientifica e geologica italiana della Dancalia tenuta da Luca Lupi. In questa occasione è stata proposta soci Lions l’idea di finanziare una futura tesi di laurea in Dancalia di Marta Lazzaroni, studentessa luccheseal Dipartimento di CSienze della Terra dell’Università di Pisa. Dopo aver lungamente illustrato il contributo scientifico italiano dato in Dancalia nelle scienze e in particolare nella geologia e dopo aver argomentato sulla carenza di fondi universitari e quindi la sostanziale assenza di geologi italiani e studi sull’area, è stato chiesto di aiutare una giovane lucchese per realizzare una tesi all’estero dando così un minimo di continuità all’impegno scientifico italiano in Afar. La presidenza Lions si è detta disponibile a studiare il finanziamento per questa iniziativa.

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In Dancalia eritrea scoperto dagli italiani un “santuario delle amigdale”

Un immenso tesoro di pietre scheggiate e frammenti di ossa, rinvenuto dai ricercatori italiani in Dancalia: reperti appartenenti all’industria litica e resti umani di un milione di anni fa.

Una distesa di 400 metri quadrati nel bacino sedimentario di Buya, in Eritrea, con un’impressionante concentrazione di reperti dell’industria litica nonché di alcuni preziosissimi resti umani appartenenti ad un periodo stimato intorno ad un milione di anni fa: il soprannome di «Santuario delle Amigdale» sembra più che mai meritato per l’ultima eccezionale scoperta di un gruppo di ricercatori internazionali, guidati dal Porfessor Alfredo Coppa, paleoantropologo dell’Università di Roma Sapienza. La recente campagna di scavo condotta nel sito di Mulhuli-Amo, nella regione del Corno d’Africa della Dancalia, ha restituito un tesoro di testimonianze provenienti direttamente dal nostro «antenato» homo ergaster/erectus, attraverso frammenti craniali e manufatti di tipo acheuleano realizzati in basalto, selce, quarzite, accumulatisi nel tempo su quello che si pensa sia stato l’antico fondo di un canale, nei pressi del quale una permanenza umana prolungata e importante ha contribuito a lasciare tracce significative del nostro passato.

Amigdale, o bifacciali, utensili in pietra scheggiati allo scopo di renderli taglienti e servire agli utilizzi più vari, ricoperti dalla terra del tempo per centinaia di migliaia di anni, in un’area posta proprio all’imbocco della Rift Valley, non troppo lontano dal luogo in cui, quasi quarant’anni fa, vennero rinvenuti gli antichissimi resti di Lucy e dove, di recente, è stato identificato il fossile di un piede che sembrerebbe disegnare un particolare scenario evolutivoin cui convivevano specie di ominidi che avevano adottato comportamenti locomotori assolutamente differenziati, “preferendo” l’una la vita arboricola, l’altra la deambulazione bipede e sul suolo. Ma anche nel bacino di Buya non sono mancate le sorprese: frammenti di osso che potrebbero appartenere ad un singolo cranio sono andati ad arricchire una collezione di reperti umani che, nell’ultimo anno, ha già portato alla scoperta dei resti di altri due individui, tutti apparentemente appartenenti alla medesima popolazione in cui si inscriverebbe anche un cranio ritrovato 16 anni fa nello stesso territorio. Ampliando la zona ad un raggio di circa 10 chilometri, dove in realtà sono stati già individuati ma non esaminati una trentina di insediamenti, ci si imbatte nell’eventualità di riuscire addirittura a ricostruire i tratti di un solo gruppo di genti, pressappoco contemporanee, di cui è possibile tracciare una storia biologica a grandi linee, grazie ritrovamenti della rilevanza di questo. Ora si attendono ulteriori ed approfonditi esami strumentali in grado di ricostruire ed accertare la datazione dei reperti: il contesto cronologico, già individuato grazie al contributo della geologia, verrà precisato con maggiore certezza, consentendo di lanciare uno sguardo ancora più chiaro su quest’antichissima area del nostro Pianeta.

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A Lupi la medaglia della Società Geografica Italiana per le ricerche sulla Dancalia

Mercoledì 29 febbraio 2012 a Roma nella sede storica della Società Geografica Italiana,  Palazzetto Mattei all’interno della bellissima Villa Celimontana, è stata conferita a Luca Lupi la medaglia d’argento della società per le lunghe ricerche effettuate sulla Dancalia che hanno portato alla realizzazione dei grandi volumi “Afar. L’esplorazione della Dancalia, un’avventura italiana“.

A contorno della premiazione è stato creato l’evento “Conoscere la Dancalia” articolato varie parti e l’evento si è così svolto:

1) Proiezione del filmato-documentario sull’esploratore della Dancalia Raimondo Franchetti girato dalla RAI nel 1963.

2) Intervento del Generale di Corpo d’Armata Rocco Panunzi, ex comandante Comandante Logistico dell’Esercito (Stato Maggiore dell’Esercito Italiano) dal quale dipendeva direttamente l’Istituto Geografico Militare,  coeditore dei volumi Dancalia di Lupi.

3) Premiazione di Luca Lupi con la medaglia d’argento della Società Geografica Italiana dal parte del Presidente della stessa prof. Franco Salvatori.

    

3) Interventi di varie personalità del mondo scientifico e non che hanno raccontato e testimoniato la loro esperienza nella regione desertica e la loro collaborazione con Luca Lupi:

- Gelasio Gaetani (nipote dell’esploratore Raimondo Franchetti) che ha prima raccontato dei suoi ricordi dellle avventure in Dancalia nonno Raimondo Franchetti raccontate dalla mamma Lorian e dalla zia Afdera, e poi della sua partecipazione alle varie spedizioni in Dancalia di Luca Lupi.

- Prof. Enrico Bonatti (Lamont Doherty Earth Observatory della Columbia University) che ha prima inquadrato la geologia delle grandi fratture e faglie della crosta terrestre che si incontrano nell’area dell’Afar, regione di nuova formazione di crosta ocenaica; poi ha parlato del suo ciclo di spedizioni in Dancalia dal 1967 al 1974 insieme a prof. Giorgio Marinelli e al prof. Franco Barberi che, collaborando con i geologi francesi, studiarono in dettaglio la geologia e la tettonica dell’Afar.

  

- Prof. Mauro Rosi (Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Pisa) che ha raccontato come è nata la collaborazione scientifica ed amicizia con Luca Lupi, raccontando alcuni episodi delle recenti spedizioni scientifiche in Dancalia effettuate da entrambi.

3) Interventi “tecnici”:

- Prima di Luca Lupi che ha spiegato come fino ad oggi fosse mancata una affidabile e precisa rappresentazione cartografica della Dancalia a portata di tutti illustrando la storia della cartografia di questa regione.

- Infine Marco Barbieri, direttore tecnico della Litografia Artistica Cartografica (LAC) di Firenze, che ha spiegato come è nata la nuova carta geologica escursionistica della Dancalia  e le carte in rilievo da essa derivate, illustrando i dati tecnici e le varie fasi della realizzazione.

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