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OBBIETTIVO DELLA SPEDIZIONE
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PREPARATIVI DELLA SPEDIZIONE
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DIARIO DELLA SPEDIZIONE
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LO STUDIO SCIENTIFICO
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15 GENNAIO 2026 – Partenza da Roma Fiumicino
Mauro Rosi, Luca Lupi, Mauro Coltelli (Roma Fiumicino)
16 GENNAIO 2026 – ADDIS ABEBA
17 GENNAIO 2026 – ADDIS ABEBA _SEMERA (AFAR)
Mauro Coltelli, Gezaghen Yirgu, Luca Lupi, Mauro Rosi (Senera, Afar)
18 GENNAIO 2026 – Semera/Erta Ale, partenza e campo di fortuna
Partiti prestissimo da Semera, dove abbiamo preso le necessarie autorizzazioni, raggiungiamo coi fuoristrada nel primo pomeriggio i l Campo dell’Erta Ale, da dove si parte a piedi per i trekking esplorativi della caldera. Da questo accampamento partiamo alle ore 8.00 circa del mattino per costeggiare il fianco occidentale della caldera dell’Erta Ale e raggiungere dallo stesso lato il bordo della caldera più grande sita a sud-est della precedente.
Intorno alle ore 13 (dopo aver percorso circa 6 km in linea d’area) siamo all’interno e il fianco orientale della grande caldera a sud della caldera del’Erta Ale ci poffre una zona d’ombra dove fare una tappa e riposarsi. Sullo sfondo i gas delle colate di lava fuoriuscite il 16 luglio 2025.
Le pareti della caldera mostrano i chiari segni degli innalzamenti di grandi livelli di lava fluida
Luca Lupi e Gezaghen Yirgu raggiungo l’area delle colate del 16 luglio 2025
Attraversamento delle colate del 2017 per proseguire verso l’Hayli Gubbi fumante (sullo sfondo)
Filmato 18 gennaio – avvicinamento all’Hayli Gubbi
Durante l’avvicinamento al vulcano Hayli Gubbi, a causa delle difficili condizioni del terreno lavico molto insidioso, non siamo stati raggiunti dai dromedari che trasportavano la nostra logistica, di conseguenza abbiamo dovuto fare un’accampamento di fortuna dormendo alla meglio con il poco materiale che avevamo a disposizione egli zaini.
19 GENNAIO 2026 – “Campo Base Marinelli”
La mattina riusciamo ad individuare l’area raggiunta dai dromedari da trasporto con la nostra logistica e stabiliamo il campo base della nostra spedizione chiamandolo “Campo Base Marinelli” (CBM) in onore del professore Giorgio Marinelli che dette inizio all’esplorazione scientifica italiana in Dancalia.
Il campo è situato in una piccola radura in mezzo alle colate laviche a circa due ore di duro cammino dall’area dei crateri dell’Hayli Gubbi (N13° 31.8145′, E 40° 41.5401′ = 13°31’48.86″N, 40°41’32.42″E).
Giungiamo mentre il bravo personale della Ethiomar sta montando i gazebo portati dall’Italia per avere delle zone d’ombra . Il tempo di una veloce colazione e ripartiamo per raggiungere l’area sommitale dell’Hayli Gubbi.
La distanza che ci separa dal campo base all’area sommitale in linea d’area è di circa 2,600 metri ma il terreno da attraversare si rivelerà particolarmente ostico e insidioso: si tratta di colate di lava basaltica fratturate, spigolose, taglienti e pericolose che ci costringerà a più di due ore di faticosissimo trekking da fare con molta attenzione per non farsi male.
Dopo questo pericoloso campo lavico il terreno migliorerà, perchè ricoperto da grandi quantità di materiale prodotto dall’eruzione del vulcano, mantenendo però le sue insidiose fratture parzialmente nascoste.
Giunti in una area, tutta circondata da grandi fratturazioni radiali, ma che riteniamo sufficientemente vicina ai crateri sommitali, stabiliamo un campo avanzato che chiameremo “Campo Avanzato Santacroce” (CAS) in onore del prof. Roberto Santacroce recentemente scomparso (N13°31.1387′, E040°42.7202′ = 13°31’8.33″N, 40°42’43.19″E).
L’area è potenzialmente pericolosa per il sopraggiungere dei gas vulcanici quindi abbiamo sempre operato tenendo a portata di mano molte maschere antigas. che avevamo in dotazione. Il maggior pericolo era rappresentato dalla anidride solforosa (SO2) fortemente irritante delle vie respiratorie, degli occhi e della pelle, ma anche dall’idrogeno solforato (H2S) e dalla anidride carbonica (CO2) pericolosi soprattutto in zone confinate o depressioni del terreno dove, essendo più pesanti dell’aria, tendono ad accumularsi.
Fissato il campo avanzato subito delimitiamo un area dove scavare una trincea per campionare i depositi vulcanici prossimali fondamentali per comprendere i processi che li hanno generati ed i meccanismi eruttivi.
Dopo una giornata durissima di scavi e campionamenti, prima che cali la notte, ripartiamo per tornare al Campo Base Marinelli, con altre 2 ore di trekking nelle quali dovremmo anche riattraversare il pericoloso campo lavico dell’andata. La sera dopo cena si da ancora uno sguardo alle stampe ingrandite delle foto da satellite per pianificare i campionamenti e i sopralluoghi.
20 GENNAIO 2026 – “Campo avanzato Santacroce”
Risveglia prima dell’alba, veloce colazione e per sfuggire alle ore di caldo mattutino ripartiamo alla volta del Campo Avanzato Santacroce. Altre due ore del percorso fatidico per tornare nell’area di campionamento. Questo giorno ci organizziamo per portare con noi uno dei due gazebo per fare ombra, che per quanto leggera 16 kg necessita dell’alternarsi di due guide Afar nel trasporto della struttura.
Il gazebo consentirà di lavorare sulla trincea facendo una zona d’ombra protetti dal sole. Ombra che useremo per mangiare e riposarsi nelle ore centrali dove le temperature oltrepassarono abbondantemente i 40° C.
Filmato del 20 gennaio 2026 – area sommitale Hayli Gubbi
Terminata anche questa giornata di campionamenti e sopralluoghi vari, ci aspettano ancora 2 durissime ore di trekking per tornare al Campo Base Marinelli dove arriveremo quasi a buio. Lasceremo tutto il nostro materiale al Campo Avanzato per non doverlo trasportare nuovamente.
21 GENNAIO 2026 – “Campo avanzato Santacroce”
Risveglia prima dell’alba, veloce colazione e ancora una volta per sfuggire alle ore di caldo mattutino ripartiamo alla volta del Campo Avanzato Santacroce. Si torna sulla trincea per completare il campionamento dei depositi vulcanici prossimali che sarà effettuato per tutta la mattinata. Durante le operazioni si renderanno utili anche le nostre guide e gliuomini di scorta che vorranno contribuire nelle operazioni di scavo.
Filmatino operazioni in trincea: 20260121_090548
Poi mentre nel primo pomeriggio Mauro Rosi torna al campo Base Avanzato Marinelli per organizzare e sistemare i campioni, Luca Lupi e Mauro Coltelli, raggiungono prima il bordo settentrionale della caldera e poi (dopo un percorso durissimo) quello orientale per filmare col drone.
FOTO DEL BORDO SETTENTRIONALE
A metà pomeriggio come i giorni precedenti si parte per tornare al Campo Base Marinelli affrontando le solite due ore del percorso sopra descritto. Finalmente al Campo, per una doccia, cena e considerazioni sulle operazioni svolte.
22 GENNAIO 2026 – rientro al “Campo Erta Ale”
Ancora una volta sveglia all’alba ma stavolta per tonare verso l’Erta Ale, carichi di campioni presi. La traversata sarà molto lunga e faticosa come all’andata (circa 9 km in linea d’area ma in realtà molti di più seguendo un percorso che si sviluppa tra le lave.
Durante il rientro abbiamo modo di osservare e fotografare bene l’area degli effetti superficiali del dicco che si è propagato dall’atea dell’Erta Ale fino al vulcano Haylli Gubbi proseguendo fino quasi al lago Afrera.
Effetti superficiali del dicco
INCIDENTE MAURO?????????????????
23 GENNAIO 2026 – Dall’Erta Ale a Semera
Dopo colazione partenza dal campo dell’Erta Ale per raggiungere Semera, dove alloggiare nell’albergo “Assab International Hotel”. All’arrivo neceassaria sistemazione e riordino dei campioni.































































