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OBBIETTIVO DELLA SPEDIZIONE
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PREPARATIVI DELLA SPEDIZIONE
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DIARIO DELLA SPEDIZIONE
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LO STUDIO SCIENTIFICO
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15 GENNAIO 2026 – Partenza da Roma Fiumicino
La spedizione inizia con la partenza del gruppo italiano dall’aeroporto di Roma Fiumicino. Luca Lupi e Mauro Rosi raggiungeranno l’aeroporto in macchina grazie alla disponibilità di due amici (Emanuel Baldini e Narciso Chiellini) che li accompagneranno con tutte le valige e il materiale della logistica fino al terminal dei voli internazionali. Mauro Coltelli raggiungerà prima l’aeroporto volando da Catania.
Mauro Rosi, Emanuel Baldini, Luca Lupi, Narciso Chiellini (Roma Fiumicino)
Mauro Rosi, Luca Lupi, Mauro Coltelli (Roma Fiumicino)
16 GENNAIO 2026 – ADDIS ABEBA
17 GENNAIO 2026 – Addis Abeba/Semera (Afar)
Mauro Coltelli, Gezaghen Yirgu, Luca Lupi, Mauro Rosi (Semera, Afar)
18 GENNAIO 2026 – Semera/Erta Ale, partenza e accampamento di fortuna
Partiti prestissimo da Semera, dove abbiamo preso le necessarie autorizzazioni, raggiungiamo coi fuoristrada nel primo pomeriggio il “Campo Erta Ale”, da dove si parte a piedi per i trekking esplorativi della caldera. Da questo accampamento partiamo alle ore 8.00 circa del mattino per costeggiare il fianco occidentale della caldera dell’Erta Ale e raggiungere dallo stesso lato il bordo della caldera più grande sita a sud-est della precedente.
FILMATO 18 gennaio: partenza
Intorno alle ore 13 (dopo aver percorso circa 6 km in linea d’aria) siamo all’interno e il fianco orientale della grande caldera a sud della caldera dell’Erta Ale ci offre una zona d’ombra dove fare una tappa e riposarsi. Sullo sfondo i gas delle colate di lava fuoriuscite il 16 luglio 2025.
FILMATO: Zona d’ombra pareti grande caldera
FILMATO:Partenza dalla zona d’ombra della grande caldera
FILMATO: Depositi ceneri Hayli Gubbi all’interno della grande caldera
Le pareti della caldera mostrano i chiari segni degli innalzamenti di grandi livelli di lava fluidaFILMATO:Innalzamenti livelli di lava e schizzi sulle pareti della caldera
Durante la sosta del gruppo Lupi e Yirgu decidono di raggiungere l’area delle colate fuoriuscite il 16 luglio 2025 situata a circa 600 metri ad est dalla zona d’ombra.
Attraversamento delle colate del 2017 per proseguire verso l’Hayli Gubbi fumante (sullo sfondo)
FILMATO: 18 gennaio – avvicinamento all’Hayli Gubbi
Durante l’avvicinamento al vulcano Hayli Gubbi, a causa delle difficili condizioni del terreno lavico molto insidioso, non siamo stati raggiunti dai dromedari che trasportavano la nostra logistica, di conseguenza abbiamo dovuto fare un’accampamento di fortuna dormendo alla meglio con il poco materiale che avevamo a disposizione egli zaini.
19 GENNAIO 2026 – “Campo Base Marinelli” e “Campo Avanzato Santacroce”
La mattina riusciamo ad individuare l’area raggiunta dai dromedari da trasporto con la nostra logistica e stabiliamo il campo base della nostra spedizione chiamandolo “Campo Base Marinelli” (CBM) in onore del professore Giorgio Marinelli che dette inizio all’esplorazione scientifica italiana in Dancalia. Il campo è situato in una piccola radura in mezzo alle colate laviche a circa due ore di duro cammino dall’area dei crateri dell’Hayli Gubbi (N 13° 31.8145′, E 40° 41.5401′ = 13°31’48.86″N, 40°41’32.42″E).
Giorgio Marinelli e Roberto Santacroce durante una spedizione in Dancalia degli anni ’60Giungiamo mentre il bravo personale della Ethiomar di Belayneh Kassie sta montando i gazebo portati dall’Italia per avere delle zone d’ombra. Il tempo di una veloce colazione e ripartiamo per raggiungere l’area sommitale dell’Hayli Gubbi.
FILMATO: Partenza Campo Base Marinelli
La distanza che ci separa dal campo base all’area sommitale in linea d’aria è di circa 2.600 metri ma il terreno da attraversare si rivelerà un campo di lava particolarmente ostico e insidioso: si tratta di colate di sottile lava basaltica con tunnel di lava (shelly pahoehoe) che possono cedere sotto il peso di un uomo, lave fratturate, spigolose, taglienti e pericolose che ci costringerà a più di due ore di faticosissimo trekking da fare con molta attenzione per non farsi male.
Le fratture superficiali provocate dal passaggio del dicco basaltico che dall’Erta Ale si è diretto a sud-est verso l’Hayli Gubbi e poi il lago Afrera.FILMATO: Misurazioni d GPS della frattura in avvicinamento al vulcano Hayli Gubbi
FILMATO: difficile attraversamento del campo lavico insidioso
Dopo questo pericoloso campo lavico il terreno migliorerà, perché ricoperto da grandi quantità di materiale prodotto dall’eruzione del vulcano, mantenendo però le sue insidiose fratture parzialmente nascoste.
FILMATO: Uscita dal campo lavico insidioso
FILMATO: Terreno superato campo lavico insidioso
FILMATO: Percorso finale nell’avvicinamento al vulcano Hayli Gubbi
FILMATO: Ultimo tratto prima di arrivare alla caldera dell’Hayli Gubbi
Giunti in una area, tutta circondata da grandi fratturazioni radiali, ma che riteniamo sufficientemente vicina ai crateri sommitali, stabiliamo un campo avanzato che chiameremo “Campo Avanzato Santacroce” (CAS) in onore del prof. Roberto Santacroce presente nelle spedizioni in Dancalia degli anni 60/70 e recentemente scomparso (N 13°31.1387′, E 40°42.7202′ = 13°31’8.33″N, 40°42’43.19″E).
L’area è potenzialmente pericolosa per il sopraggiungere dei gas vulcanici quindi abbiamo sempre operato tenendo a portata di mano molte maschere antigas. che avevamo in dotazione. Il maggior pericolo era rappresentato dalla anidride solforosa (SO2) fortemente irritante delle vie respiratorie, degli occhi e della pelle, ma anche dall’idrogeno solforato (H2S) e dalla anidride carbonica (CO2) pericolosi soprattutto in zone confinate o depressioni del terreno dove, essendo più pesanti dell’aria, tendono ad accumularsi. Fissato il campo avanzato subito delimitiamo un area dove scavare una trincea per campionare i depositi vulcanici prossimali fondamentali per comprendere i processi che li hanno generati ed i meccanismi eruttivi.
Dopo una giornata durissima di scavi e campionamenti, prima che cali la notte, ripartiamo per tornare al Campo Base Marinelli, con altre 2 ore di trekking nelle quali dovremmo anche riattraversare il pericoloso campo lavico dell’andata. La sera dopo cena si da ancora uno sguardo alle stampe ingrandite delle foto da satellite per pianificare i campionamenti e i sopralluoghi.
20 GENNAIO 2026 – “Campo Avanzato Santacroce”
Risveglia prima dell’alba, veloce colazione e per sfuggire alle ore di caldo mattutino ripartiamo alla volta del Campo Avanzato Santacroce. Altre due ore del percorso fatidico per tornare nell’area di campionamento. Questo giorno ci organizziamo per portare con noi uno dei due gazebo per fare ombra, che per quanto leggera 16 kg necessita dell’alternarsi di due guide Afar nel trasporto della struttura.
Il gazebo consentirà di lavorare sulla trincea facendo una zona d’ombra protetti dal sole. Ombra che useremo per mangiare e riposarsi nelle ore centrali dove le temperature oltrepassarono abbondantemente i 40° C.
FILMATO: Impressioni di Rosi sull’andamento della spedizione
FILMATO: Cratere Hayli Gubbi 20 gennaio 2026
Nella prima parte della mattinata ci dirigiamo per raggiungere il punto più alto del versante orientale della caldera, con pareti molto ripide. Mano a mano che si prosegue, il terreno si rivelerà sempre di più accidentato e pieno di grandi e pericolose fratture, pesantissimo da affrontare.
Decidiamo di dividersi in due gruppi: Lupi e Coltelli raggiungeranno la sommità del versante orientale della caldera (unto più alto) per campionare e azionare il drone, mentre Rosi e Yirgu torneranno al Campo Avanzato Santacroce per continuare i campionamenti nella trincea.
Raggiunto il top della parete orientale Lupi e Coltelli, campioneranno bombe vulcaniche e azioneranno il drone scattando fotografie e registrando filmati dei crateri A,B,C e del duomo lavico fumarolizzato all’interno della caldera dell’Hayli Gubbi.
Sul punto più alto del bordo della caldera orientale
FILMATO 20 gennaio: crateri della caldera sommitale dell’Hayli Gubbi
FILMATO 20 gennaio: Cratere A (CA) fumante
FILMATO 20 gennaio: Crateri B e A (CB, CA)
Tornati al Campo Avanzato Santacroce il gruppo riunitosi tornerà a scavare la trincea e monterà il gazebo per l’ombra che servirà anche per il giorno successivo.
FILMATO: catalogazione e spiegazione Rosi
FILMATO: IMBUSTAMENTO CAMPIONI
Temperatura alle ore 16.00!
Dopo una giornata di sopralluoghi, scavi e campionamenti, prima che cali la notte, come il giorno precedente ripartiamo per tornare al Campo Base Marinelli, con le solite 2 ore di trekking per riattraversare il pericoloso campo lavico dell’andata.
21 GENNAIO 2026 – “Campo Avanzato Santacroce”
Risveglia prima dell’alba, nuovo attraversamento campo di lave insidioso e raggiunto il Campo Avanzato Santacroce nuovamente al lavoro di campionamento nella trincea dove avevamo lasciato il nostro gazebo e parte della attrezzatura. Nelle operazioni di scavo della trincea si sono offerti di aiutare anche le nostre guide e gli uomini di scorta.
FILMATO: Luca e campo lavico insidioso
FILMATO: operazioni campionamento
Mentre proseguivano i lavori di campionamento Lupi e Coltelli con le maschere antigas hanno raggiunto il bordo della caldera sul lato nordoccidentale per filmare e fotografare le strutture vulcaniche col drone.
FILMATO: caldera dell’Hayli Gubbi 21 gennaio 2026
FILMATO: Hayli Gubbi durante operazioni col Drone
Cratere A fumante
Cratere A e sopra cratere C
Cratere C
Duomo fumarolizzato
Nel primo pomeriggio sopralluogo per campionare depositi su alcune fratture poco a nord-est del Campo Avanzato Santacroce per campionare depositi molto ben visibili. Le fratture erano molto profonde e il pericolo di cadere dentro era reale quindi con molta attenzione abbiamo scavato per creare una sezione di depositi pulita e campionare alcuni liveli di base che ci interessavano.
FILMATO: SCAVO SU FRATTURA PER CAMPIONARE
FILMATO: LUPI REGGE ROSI SU FRATTURA
Ripartenza a metà pomeriggio per raggiungere, dopo le solite 2 ore di campo lavico insidioso, il Campo Base Marinelli, per una doccia, cena e considerazioni varie prima di andare a dormire. L’indomani partiremo per l’Erta Ale.
22 GENNAIO 2026 - Dal “Campo Avanzato Santacroce” al “Campo Erta Ale”
Risveglia prima dell’alba come d’abitudine e partenza per rientrare a nord-ovest verso il Campo Erta Ale dove ci attendono il grosso del campo della logistica e i nostri fuoristrada. Percorreremo a ritrovo tutto lungo e duro tragitto fatto all’andata.
FILMATO: PARTENZA PER RIENTRARE A ERTA ALE
FILMATO: PARTENZA DROMEDARI DA CBM
Durante il percorso incontreremo nuovamente le fratturazioni superficiali causate dal dicco di lava che dall’Erta Ale si è diretto a sud-est verso il vulcano Hayli Gubbi e il lago Afrera.
FILMATO: Effetti superficiali del dicco Erta Ale – Hayli Gubbi 2025-2026
Da alcuni crolli del tetto di tunnel di lava si può comprendere come sotto la superficie delle grandi colate di lava sia no predenti grandi cavità nascoste.
A conferma di quanto detto sopra sulla difficoltà e pericolosità di attraversamento di alcuni campi di lava shelly pahoehoe durante il percorso sulle lave del luglio 2025 abbiamo subito alcuni infortuni a causa del crollo del tetto dei tunnel che abbiamo subito affrontato col nostro pronto soccorso sempre presente nei nostri zaini.
FILMATO: TERRENO INSIDIOSO
Il percorso di rientro si è svolto praticamente sempre sotto il sole, con numerose soste per bere e con la spartizione di un proverbiale cocomero portato appositamente per calmare la nostra sete ..
Riposati un pò dopo aver mangiato riprendiamo il cammino verso la grande caldera situata a sud-est di quella dell’Erta Ale per raggiungere e campionare le colate emesse dal gennaio 2017 al marzo 2019.
FILMATO: CAMPIONE LAVE 2017
Riprendiamo il camino soffermandoci in alcuni punti dove ci sono ancora fuoriuscite di gas le formazioni laviche sono particolari
Giunti finalmente al Campo Erta Ale con i piedi a mollo, e dopo aver nuovamente medicato le nostre ferite, graffi e tagli, abbiamo festeggiato la piena riuscita della spedizione sull’Hayli Gubbi con una birra fresca che l’organizzazione di Belayneh Kassie aveva previsto di farci trovare al nostro arrivo.
Dopo pranzo, non contenti, Lupi, Coltelli e Yirgu sono saliti sul bordo della caldera dell’Erta Ale per campionare ceneri che possono essere arrivate con l’eruzione dell’Hayli Gubbi e forse anche altri strati provenienti anche dal collasso del nuovo grande pit craterico.
(Foto Tomasz Lepich)
23 GENNAIO 2026 - Dal “Campo Erta Ale” a Semera
Sveglia con relativa calma, foto di gruppo dei protagonisti della spedizione e partenza per Semera. Abbiamo alloggiato all’Assab International Hotel dove abbiamo potuto sistemare con calma tutti i campioni per spedirli all’Università di Semera e poi quella di Addis Abeba dove ottenere le documentazioni necessarie per l’invio in Italia.
VALUTAZIONI SULLA RIUSCITA DELLA SPEDIZIONE
FILMATO: INTERVISTA LUCA LUPI
FILMATO: INTERVISTA MAURO ROSI
FILMATO:INTERVISTA MAURO COLTELLI
RINGRAZIAMENTO SPECIALE:
Questa spedizione scientifica in un luogo così estremo e difficile non sarebbe stata possibile senza il fondamentale supporto di Belayneh Kassie (Ethiomar) per tutte quelle tante voci che riguardano la logistica, l’organizzazione e l’ottenimento dei permessi necessari. A lui ed a tutto il suo staff va un immenso ringraziamento da parte dei componenti della spedizione.
Luca Lupi e Belayneh Kassie (Ethiomar tours), grandi amici da un quarto di secolo

FILMATO: Mauro Rosi – Importanza della logistica
INTERVISTA NUOVO TERRAGLIO
La Dancalia, dove la Terra esplode: l’esplorazione scientifica sul vulcano Hayli Gubbi
Di Carlo Franchini7 Marzo 2026





























































































































































