Sulle orme del barone Raimondo Franchetti (1928-29)

La spedizione raggiungerà l’area del lago Afrera già utilizzata come tale durante le campagne di ricerche geologiche degli anni ‘70 da parte dei grandi scienziati come Giorgio Marinelli, Franco Barberi ed Enrico Bonatti. Infatti questa zona è collocata al centro della Dancalia settentrionale ed è raggiungibile dall’unica strada percorribile dell’area quindi logisticamente fondamentale per tutte le attività di ricerca e di studio della spedizione scientifica. Inoltre una parte del programma scientifico riguarda proprio attività di ricerca sul bacino del lago Afrera e nelle immediate aree circostanti. L’area del lago Afrera anche storicamente è stata utilizzata come campo base dalle grandi spedizioni esplorative dell’epoca coloniale italiana. In particolar modo fu utilizzata dalla grande spedizione del barone Raimondo Franchetti che nel 1929 stazionò nell’area per diverso tempo effettuando studi scientifici vari, sopralluoghi, scalate a cime vulcaniche ed varie esplorazioni dei dintorni del lago.

La partecipazione alla spedizione di Gelasio Gaetani, nipote del barone Raimondo Franchetti , già presente in Dancalia con Luca Lupi nella spedizione di aprile 2011, gli permetterà ancora una volta  l’emozionante sensazione di vedere i luoghi di tanti fantastici racconti del nonno e conferirà a tutta la spedizione italiana un connotato storico, oltre che scientifico, di tutto grande importanza:

tornare sulle tracce dei grandi esploratori italiani in Dancalia, ripercorrendo parte degli stessi itinerari, effettuare le stesse esplorazioni, scoprire gli stessi scenari e paesaggi registrandone ove vi siano i cambiamenti e compararle con le affascinanti testimonianze della spedizione di 84 anni fa per la spedizione italiana significherà così assumere anche un grande significato simbolico.

                   

  

Partita dalla costa nei pressi di Assab la spedizione Franchetti  raggiunse il 19 marzo 1929 il lago Afrera, il suo bacino settentrionale nella località di Ad Ela.  La spedizione poi, scendendo lungo le rive occidentali dell’Afrera, raggiunse l’oasi di Uracur, situata nella strettoia tra i due bacini, e vi stabilì un campo base. Il gruppo si dedicò a rilievi scientifici ed alla esplorazione del lago Afrera che ribattezzò col nome dell’esploratore Giulietti morto nell’area dancala nel 1881. Nei giorni successivi la spedizione esplorò l’area del lago e i monti vulcanici limitrofi: il Franchetti stesso con un piccolo battello esplorò per primo l’isolotto meridionale del lago Eeffettuò l’ascensione del vulcanetto Tindohò, propaggine meridionale del massiccio dell’Erta Ale, addossato all’accampamento di Uracur.

 

Così come Raimondo Franchetti effettuò nel 1929 , noi 83 anni dopo esploreremo le rive del lago Giulietti (Afrera), i rilievi circostanti filmando e fotografando e raggiungeremo  l’isolotto del grande bacino meridionale.

 

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