PROGETTO IDEATO DA LUCA LUPI CON IL CONTRIBUTO DELLA MISERICORDIA DI PONTEDERA E DEL CONSOLATO GENERALE D’ITALIA IN GIBUTI.
PREMESSA
Nell’interno della regione a nord del piccolo stato africano di Gibuti, arroccato sui Monti Goda, le montagne antiche, esiste quasi isolata dal mondo una piccola comunità montana abitata dagli Afar (per noi italiani Dancali).
Per raggiungere questo villaggio chiamato Ardo si parte da Tadjoura verso l’interno e si raggiunge l’inizio di una salita da dove occorrono più di due ore di una difficile pista di montagna (alcune volte in condizioni tremende). Tremendo percorso, roccioso, dove i fuoristrada si arrampicano con fatica, quasi scivolando sui numerose pietre che in modo caotico costituiscono quel percorso.
Raggiunta la vetta di una montagna si scende vertiginosamente su un percorso altrettanto accidentato, proseguendo poi su una pista che seguendo il corso asciutto di un torrente pieno di pietre.
FILMATO: Discesa Ardo
Questo torrente quando piove sulle montagne si trasforma pericolosamente e trasporta in mare una valanga di acqua e rocce che isolano per alcuni mesi la comunità fino a che non tornano buldozer per aprire una nuova pista anche se molto accidentata.
IL VILLAGGIO DI ARDO
Seguendo la pista lungo il greto del torrente si arriva al villaggio di Ardo situato a quasi 900 metri di altitudine, poco sopra le rive, costituito da qualche decina di capanne in pietra e legno. All’ingresso del villaggio ci sono due edifici: sulla destra un piccolo edificio bianco sede della cooperative delle donne di Ardo e dei villaggi limitrofi che vendono splendidi oggetti di artigianato, motivo sufficiente per arrampicarsi per le piste di montagna; dall’altro lato della strada invece si trova un edificio più grande dove è collocata la scuola di Ardo.
LA SCUOLA PRIMARIA DI ARDO
Costituita da un grande edificio centrale (lat. 11° 49’22.24” N – long. 42° 41’15.26” E) con un portico ad archi dove hanno sede le aule scolastiche e altri 4 edifici più piccoli di servizio. In questa scuola affluiscono i bambini dai villaggi delle montagne che sono suddivisi in classi miste in base all’età)























