Etna Eruzione 2001 – Frattura F4 quota 2100

2001

L’eruzione dell’Etna del 2001 è stata la prima grande eruzione “eccentrica” del vulcano Etna del terzo millennio con forte attività stromboliana ai crateri sommitali.

Il cratere di sud-est, durante il primo semestre dell’anno, fu interessato da attività da una bocca laterale soprannominata “il Levantino”, prima a carattere emissivo, poi anche parossistico di intensità crescente fino a divenire violenta il 13 luglio. Le sue fontane di lava raggiunsero altezze notevoli

Etna, eruzione 2001 – Frattura F4 quota 2100 :

Alle ore 0020 GMT del 18 luglio, una nuova frattura (F4) orientata N-S, si apre ancora più in basso, al di sotto della Montagnola e poco a monte dei Monti Calcarazzi, ad una quota di circa 2100 m; questo evento è accompagnato di un terremoto di magnitudo 2.7. Dalla parte inferiore della frattura, una colata lavica comincia ad avanzare verso sud, invadendo dopo poche ore l’area di posteggio fra il Rifugio Sapienza ed i Monti Silvestri, interrompendo la strada provinciale 92 in direzione di Zafferana , e continuando il suo percorso in direzione dell’abitato di Nicolosi.

Etna, eruzione 2001 – Frattura F4 quota 2100 vista dalla strada con Rifugio Sapienza

L’eruzione ebbe inizio nella notte tra il 17 e il 18 luglio 2001 sul versante meridionale, alla base del cratere di SE, a quota circa 2950 m s.l.m. con attività stromboliana ed effusiva; successivamente tra i 2890 e i 2690 m di quota una frattura iniziò ad emettere una colata lavica attraverso il Piano del Lago verso gli impianti turistici posti più a sud (funivia, rifugio e stazione sciistica)

Luca Lupi ebbe la fortuna di trovarsi a quella quota proprio nel momento che iniziò l’eruzione

A partire dal 20 luglio l’attività eruttiva a F4, sul versante sud, mostra un notevole incremento nel tasso eruttivo, producendo fontane di lava alte 40 m.

Luca Lupi con Paolo Papale (vulcanologo INGV) si dirigono a campionare prodotti della fontana di lava

Il 22 luglio, si osserva un picco nei tassi eruttivi a F4, che è accompagnato da fontane di lava alte 100–200 m nella parte inferiore della frattura, mentre nella sua parte più a monte avvengono delle frequenti esplosioni freatomagmatiche.

Filmato inizio eruzione

2012

Etna 2012 – Sopralluogo della frattura F4 dell’eruzione del 2001 vista dalla vetta del cratere Silvestri superiore a quota 2001 metri.

Frattura F4 e cono di scorie di quota 2100 metri
Risalita verso la frattura F4 a 2100 m. lungo la colata di lava che originò nel 2001
Sotto il cono di scorie a quota 2100 lungo i bordi laterali della colata.
 
Intorno al cono di scorie di quota 2100 alla ricerca di campioni.
 
Intorno al cono di scorie di quota 2100 alla ricerca di campioni: campione di lava del 2001 con inglobato xenolite di 3,5 cm.
 

 

Le lave emesse dalla frattura F4 a quota 2100 metri (a differenza delle tradizionali hawaiiti-trachibasalti) sono basalti alcalini con abbondanti megacristalli di clinopirosseno con diametri fino a 0.5 cm . Inoltre, clinopirosseno è presente anche sotto forma di fenocristalli assieme a plagioclasio, olivina, e 1-2% di anfibolo (che nella sua struttura cristallina contene molecole d’acqua).

 
 

PARTICOLARITà PETROGRAFICA IMPORTANTE:

all’interno delle lave si trovano frequentemente xenoliti provenienti dal basamento sedimentario dell’Etna (Flysch Numidico). Questi frammenti rocciosi estranei, inclusioni sedimentarie più precisamente di quarzarenite, hanno diametri di qualche centimetro (come nella foto), ma possono raggiungere diametri di 10-15 cm.

 
 
 
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